sabato 25 febbraio 2012

Anche Hamas molla Assad



Il siriano Assad deve proprio puzzare di carogna, se un alleato come Hamas l'ha abbandonato. E' successo che il macellaio di Damasco, fra i 7000 morti ammazzati, non ha esitato ad includere anche parecchi palestinesi e moltissimi sunniti, "fratelli" degli abitanti della Striscia di Gaza. Che si sono un pochino incazzati, costringendo Hamas a reprimere violentemente la rivolta che stava scoppiando nella Striscia.
Ora che ormai la testa dell'organizzazione terroristica si è spostata da Damasco al Qatar (sede di Al Jazeera, supporter della "primavera araba" e amichevole con la Fratellanza Musulmana), dove una labiorosa ricerca di sede alternativa, i sunniti di Hamas possono mollare al suo destino la minoranza sciita che governa la Siria.

Per la verità, i rapporti fra Khaled Mashaal e il sanguinario regime siriano sono deteriorati da tempo. Damasco ha concesso ospitalità ad Hamas - espulsa a suo tempo dalla Giordania - non per simpatia verso la causa palestinese, ma per minare alle fondamenta l'OLP di Arafat. Le ruggini sono cominciate alcun mesi fa, quando Assad ha fatto richiesta di pubblico appoggio alla politica di decimazione della popolazione civile, ottenendone un rifiuto, al contrario di quanto palesata dal movimento sciita Hezbollah in Libano. Ciò ha indotto il leader di Hamas - che a Gaza non mette piede da anni - a cercare sede altrove: in Egitto, in Turchia, in Giordania, addirittura in Sudan; ed infine, a Doha.
Ora però che la testa dell'organizzazione terroristica non è più basata in Siria, pur godendo ancora dell'appoggio finanziario e bellico dell'Iran, si sente libera di manifestare aperta opposizione al regime di Assad. Come a dire, "da quale pulpito..."

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