venerdì 20 maggio 2011

Gerusalemme Est? e che sarebbe?



Gerusalemme Est non esiste. Gerusalemme, capitale di Israele, è sempre stata una e indivisibile.
Questo fino al 1948, quando gli stati della Lega Araba disconobbero la risoluzione ONU del 1947 che prevedeva la costituzione di due stati - Israele e Palestina - al posto del mandato britannico in Palestina (il "popolo palestinese" in effetti non è mai esistito, prima del 1948: è stato creato dall'ONU).
Nel 1948 la lega araba dichiarò guerra ad Israele, non prima di aver convinto la popolazione araba che viveva in Israele a fuggire, rifugiandosi nei paesi arabi confinanti, con la promossa che presto sarebbe tornata in Israele, impossessandosi di tutte le abitazioni degli ebrei. L'esercito della Giordania invase i quartieri orientali di Gerusalemme, ma la Lega Araba perse la guerra, e Israele potè continuare a vivere.
Nel frattempo, gli arabi che furono convinti dagli arabi a lasciare Israele, sono rimasti ammassati in campi profughi, al confine con Israele, privi di diritti, di lavoro, di cibo, di dignità. Palestinesi ridotti in condizioni drammatiche da altri arabi, a cui fa comodo questa condizione di prostrazione in quanto più facilmente assoggettabile ai propri fini.

"Gerusalemme Est" ha smesso di essere tale 44 anni fa, quando Israele fu nuovamente attaccata, e nuovamente vinse la guerra contro gli aggressori. L'esercito giordano fu cacciato via dai quartieri orientali di Gerusalemme, e Gerusalemme è tornata ad essere pienamente e legittimamente la capitale di Israele.
Quando si parla di "insediamenti" a "Gerusalemme Est", si fa riferimento ad una legittima attività edile di uno stato sovrano sul proprio territorio. Quando il comune di Roma costruisce abitazioni a Trastevere, non si pone certo il problema di chiedere il consenso del Vaticano, a cui quei terreni appartenevano prima dei combattimenti culminati nel 1870 con la "breccia di Porta Pia".
Per cui il progetto relativo alla costruzione di 1.550 nuovi alloggi nei quartieri Pisgat Zeev e Har Homa, a maggioranza araba, rientrati nella disponibilità di Israele dopo la guerra del ’67, è pienamente legittimo, malgrado secondo Obama essi dovrebbero far parte del nuovo Stato palestinese.

P.S.: Nel commentare il discorso di ieri di Obama - che a quanto pare ha scontentato tutti - il Corriere della Sera di oggi correttamente titola: "No di Gerusalemme", sottintendendo la capitale di Israele. Non come "Il Messaggero", che l'altro giorno in modo grottesco ha localizzato gli incontri fra Napolitano e il premier israeliano a Tel Aviv, che in effetti non è la capitale dello stato ebraico, e dove in effetti Napolitano non ha messo piede. Per difendere le proprie posizioni errate si è disposti anche a rimediare queste figuracce...

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